Conosciamo bene la maison Gucci e siamo fieri a livello internazionale del grandissimo lavoro che sta portando avanti la mitica Frida Giannini. È di questi giorni la notizia secondo cui la famosa casa di moda avrebbe utilizzato il notissimo logo di NY come placement (applicazione) sulle proprie borse senza chiedere alcun permesso di utilizzo del marchio al responsabile marketing dell’ente americano che controlla il copyright del logo. Sono pienamente concorde con il responsabile marketing ovviamente, se cominciassimo a dare le royalties ai graphic designer per ciò che realizzano non sarebbe neanche male. Come si può fare una gaffe del genere a livello di marketing sopratutto con un marchio così noto? Ma il product manager di Gucci dove stava mentre realizzavano i prototipi delle borse?

Gucci realized some bags changing the famous “I Love NY” logo with “Gucci Love NY”, but in the marketing process they forgot something important, they didn’t ask the logo use permission to the brand
marketing manager of NY logo
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9 Commenti per “Gucci ama NY, ma senza permesso.”

  1. 1 Lean&shoot

    What a light mistake…don’t forget NY is ruled by homies, not by rich false guys…

  2. 2 Big Pig

    You damn right homie! Gucci must pay!!!!!

  3. 3 Carmen

    it’s not beautiful?
    Gucci must pay!

  4. 4 Carmen

    e’ un idea geniale, quella di gucci, ma cosi’ si abbassa al mercato povero.

  5. 5 E*

    Per quale motivo pensi si possa abbassare al mercato povero? Sono curiosa.

    E*

  6. 6 ELMANCO / Stefano Ricci

    Beh che abbassi il tiro (o che cerchi di ringiovanirlo) è evidente… sembrano le grafiche da t-shirt autoprodotte da un giovane grafico, non certo la borsa di un marchio di lusso!

    E’ un trattamento che si rifa ad una cultura più pop; il rischio è che alla lunga si crei confusione tra i generi, ma sono scelte delicate.

  7. 7 E*

    Concordo, sinceramente mi sembra un pò cheap. ma sai i meccanismi del moda sono a volte veramente sorprendenti in ogni senso.

    E*

  8. 8 a#

    ma quanto costerà una borsa così?

  9. 9 claudia

    allora, a me sembrano una schifezza alla Dolce & Gabbana
    e mi viene il dubbio che siano interamente realizzate in Italia…

    le borse Doce & Gabbana, è risaputo, sono prodotte in Cina

    cioè, vengono realizzate al 70 % in Cina e poi in Italia attaccano
    i manici o la tracolla e l’etichetta e il gioco è fatto…risultano MADE IN ITALY

    occhio, compriamo prodotti che pensiamo essere realizzati in Italia
    dando lavoro agli italiani, nostri fratelli, ma non è così….

    basta vedere la puntata di REPORT
    dal titolo SCHIAVI DEL LUSSO
    e scoprirete lo schifo che è dietro la moda
    http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report^23^45413,00.html

    io ormai compro soltanto nelle boutiques plurimarchi e non monomarchi
    e, soprattutto, boutiques che propongono prodotti fatti a mano e in Italia

    quindi cerco i negozietti nelle vie laterali, mai in pieno centro
    e mai nei centri commerciali…tanto o mi trovo a Bari, o a Milano, o a Roma
    è tutto uguale, omologato…

    la moda la facciamo noi MIXANDO i capi anche vintage
    e creandoci un nostro stile, volendoci differenziare
    perchè siamo unici…

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Design Trotter. Una viaggiatrice nel mondo del Design.
A cura di: Enza Morello
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