Jesse, il design a cavallo.
Pubblicato il 28-04-2008 da Enza Morello in Salone del Mobile 2008 3 Commenti/Lascia il tuoSono stata allo showroom di Jil Sander a Milano per l’evento organizzato per il Salone del Mobile 2008, dove è stato presentato: The Game . Storie di design, cavalli e regine. Ammetto che la presentazione sia stata una tra le migliori tra quelle viste in giro, creativa e di classe. Una grande scacchiera con cavalli e regine ha ospitato in alcune posizioni dei mobili e sedute davvero di stile. Tutto davvero molto elegante, complimenti al brand Jesse e ai designer. Il gagdtet è stato in linea con l’evento, un cavallo in ceramica bianca che ho già posizionato nel mio studio.
The Jesse collection includes original proposals, result of an intense “creative dialogue” among designers of different sensibilities and the company that, at the same time with il Salone del Mobile, realizes “The Game”, an amazing event to introduce new design objects: JESSE underlines the creative aspect of the research in the methodology of presentation of the objects that are protagonists on a big chessboard, turned into a real stage space, that transfers a symbolic and emotional language: histories of design, horses and queens.
Di seguito alcuni dei pezzi della mostra.
BIBA: Design Enrico Franzolini
White shell. Semplice, essenziale, immediata: una seduta all’insegna della leggerezza delle forme. Sedia disponibile con scocca in hirek ® bianco o nero lucido, integrabile con imbottitura per seduta e schienale rivestita in pelle.
Struttura in metallo cromato, in versione slittino o a quattro gambe.
White shell. Simple, essential, immediate: a seat representing shape’s lightness. Chair available with structure in white or gloss black hirek ®, integrable with padding for seat and leather upholstered back. Structure in chromed metal, in sled or four legs version.
BRASS: Design Enrico Franzolini
Primal sign. Il contrasto fra materiali e il segno primario, evocativo e fortemente espressivo della maniglia caratterizza il volume essenziale del contenitore. Finiture: laccato lucido o opaco. Maniglia in ottone spazzolato.
Primal sign. The contrast among materials and the primary sign, evocative and strongly expressive of the handle characterizes the essential volume of the storage unit. Finishes: matt or gloss lacquered. Handle in brushed brass.
LINA: Design Massimiliano Mornati
Light comfort. L’interpretazione di un classico del design: un’immagine di leggerezza associata ad una geometria rigorosa delle linee. Poltroncina in tubolare curvato verniciato bianco o nero. Seduta in cuoio.
Light comfort. The interpretation of a design’s classical: a lightness image combined with a rigorous lines geometry. Armchair in curved pipe painted white or black. Seat in leather.
STAY: Design Sergio Brioschi
Home landscape. Un’idea costruttiva primaria è alla base di un modulo geometrico accessibile su più lati. L’elemento, ripetuto e ruotato, dà forma a composizioni di diverse altezze, anche con basamento girevole. Finiture: metallo verniciato bianco o nero.
Home landscape. A primary constructive idea is at the base of an accessible geometric form on different sides. The element, repeated and rotated, forms compositions of different heights, also with revolving plinth. Finishes : painted metal white or black.
TULLY: Design Massimiliano Mornati
Simple lines. Un’estetica basata sul minimo spessore delle linee, per coniugare semplicità ed eleganza.
Sedia con struttura in metallo cromato. Seduta e schienale rivestiti in pelle o ecopelle.
Simple lines. An aesthetics based on the minimum thickness of the lines, to join simplicity and elegance. Chair with structure in chromed metal. Seat and back upholstered in leather or leatherlook material.






Eleganza, sobrietà nello stile, forme pulite. Questo mi ha trasmesso Jil Sander a Milano. È una delle poche volte in cui il designer non ricorre ad inutili barocchismi per affermare la propria linea. O meglio. Di lavoro in tutto questo c’è né e anche parecchio ma fatto con discernimento
Ed è questo il segreto del suo successo.
Proviamo a guardarci intorno. La stragrande maggioranza dei designer ricorre ad un uso anzi ad un abuso di linee, di colore e di parole, mal interpretando del resto, la concezione di stile. La vita è già troppo complessa. Che i designer diano un loro contributo a semplificarla un tantino piuttosto che ammorbarla ancora con troppi elementi.
Enrico Francolini mi è sembrato “in linea†con l’idea di semplicità e stile senza cadere nel banale. Probabilmente la sedia in versione “quattro gambe†non è allo stesso livello della versione “slittinoâ€.
Sergio Brioschi. D’accordo sull’armadio. Ma la maniglia?! Sull’armadio si è forse spiaccicato un grosso insetto?
Concordo quasi su tutto, a me l’armadio piace sai perché?
Un decoro come quella sorta di asterisco è un grafismo ma acquista una funzione (maniglia),
secondo me interessante perché rivoluziona un pò le forme conosciute finora.
E*
Un grafismo con una funzione. Concordo.
Di armadi e cassetti senza maniglie c’è nè talmente tanti che a volte per capire come aprire un’anta bisogna spellarsi le dita.
Francesco
P.S. a breve (se vuoi) potrò inviarti l’indirizzo del nostro sito (ancora in costruzione) in modo da poter avere una tua opinione a cui tengo molto.