Le scelte che spaccano il mercato
Pubblicato il 16-04-2009 da Enza Morello in Around the globe 0 Commenti/Lascia il tuo
Sono ancora basita dalla notizia che la BBH, la migliore agenzia di pubblicità esistente (una delle più solide in termini di fatturato) abbia affidato la progettazione del marchio di una delle sezioni creative interne ad un network dove chiunque possa disegnare dei simboli Crowdspring, scegliendo alla fine quello che convinca maggiormente per la “notevole” cifra di 500$ per il logo e 1000$ per la stationery.
Il problema pensavamo partisse da chi ignaro del valore di un progetto realizzato ad hoc chiedesse prezzi al limite del ridicolo affidandosi anche a persone con nessuna preparazione in materia, ma se le agenzie stesse si affidano a network nati come pozzi di immagini dalla dubbia qualità (c’è sempre l’eccezione ovvio, ma vorrei proprio sapere chi abbia veramente letto il brief facendo ricerca, analisi etc.) allora anche i clienti a questo punto sono autorizzati invece che rivolgersi alla BBH per campagne plurimilionarie, ad attingere da questi network devastando completamente il mercato, la credibilità dei professionisti nel campo e la credibilità di corporate aziendale che viene minata in modo silente quando il progetto non è realizzato su misura.
Ci sono sempre le eccezioni, lo ripeto, in questo delirio creativo ci può anche essere l’illuminato, ma chi si farebbe fare 1000 operazioni al cuore nell’attesa che capiti il dottore più bravo?
Se un esempio vale più di mille parole, sarebbe corretto quindi che da oggi i clienti della BBH si servissero dello stesso network per le proprie campagne pubblicitarie.
“It’s difficult to write an end-line for this. Suffice it to say it’s a ‘white sheep’ approach to commissioning design that we would never have expected from an agency of BBH’s stature.” Johnson banks
via johnsonbanks
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