E se lo dice lui, Juan Cabral, direttore creativo della Fallon Londra, non abbiamo altro da dire se non ascoltare stupiti le sue parole. Ecco il nuovo sforzo creativo del team fenomenale che ha creato lo scorso anno una delle più belle pubblicità degli ultimi tempi. Rilanciano raggiungendo quasi lo stesso livello di qualità, è sempre difficile ripetere un capolavoro, ma ci sono andati vicini, unico neo forse la scelta della location. Hanno quello spirito che in Italia purtroppo manca da un pò, lo spirito di giocare, sognare, sperimentare e lavorare in team.

Il marketing è fondamentale in una campagna come del resto la creatività, ma sono due elementi che devono supportarsi e non sopportarsi, che abbiano vicendevole fiducia, senza che il marketing si senta laureato alla St. Martin di Londra e il creativo voglia fare l’opera d’arte, se facessero un’ottima strategia come succede nei paesi anglosassoni e lavorassero per raggiungere un unico scopo, avremmo anche noi italiani campagne di qualità e sopratutto che facciano vendere. Grande merito va anche al responsabile comunicazione Sony, ad averne personaggi del genere anche in Italia.

Ma io sono ottimista e sono sicura che le cose cambieranno anche da noi, ma solo quando cominceremo a non avere in giro poster per sughi con headline tipo “Habemus…” Habemus cosa? Ormai solo giochi di parole e rimandi, frasi fatte e modi di dire, ma alla fine, vende realmente?

Che il marketing si sforzi a creare delle vere strategie e gli account a vendere le campagne dando delle spiegazioni plausibili alla committenza, in base alla forza della lettura cromatica, al peso tipografico, all’idea concettuale e non al semplice limitarsi a pronunciare citazioni colte prese dal Kotler, senza far capire bene al cliente il perché dovrebbe funzionare. Che i creativi facciano esperienza di vendita tipo quella che fece buonanima Ogilvy, che vendano lavatrici ed aspirapolveri, magari si renderanno conto di cosa il cliente abbia bisogno di sentiri dire.

Insomma, che ognuno faccia bene il proprio lavoro senza la necessità che tutti si occupino di tutto e potremo essere nuovamente competitivi senza necessità di scopiazzare o guardare meravigliati.

Credits
David Patton – Senior Vice President Sony Communications Europe
Juan Cabral – Creative Director, Fallon
Jonathan Glazer – Director
Richard Flintham – Executive Creative Director, Fallon
Chris Willingham – Group Account Partner, Fallon
Peter Raeburn – Music & Sound
Dan Landin – Director of Photography
Duncan McWilliam – 3D Supervisor, MPC
Paul Watts – Editor, The Quarry

Movie


Editor

sonyfallon.jpg


2 Commenti per “Sony. San Francisco needed the balls, Glasgow needed the paint”

  1. 1 kittyhawk

    Ciao Enza,
    Ormai seguo il tuo blog quotidianamente e lo apprezzo molto però il post perde un pò di significato quando vai a vedere lo spot, bravia paint. Scazzato il concept , la location la fotografia e pure I movimenti di camera in qualche caso..Tutta la levità e la giocosità legate al movimento delle palline e soprattutto alla brillantezza dei colori è stato cancellato malamente. Se nel precedente la mancanza dell’elemento umano conferiva una sorta di tocco magico qui è inquietante. Ma sto condominio di quartoggiaro bombardato di colore che mi stà a significà? E poi stavolta il colore si lega più al concetto di esplosione, sporco, schizzamento, sbrodolamento poco gradevole…Mò io la penso così…

    Kittyhawk

  2. 2 Enza Morello

    Bè, concordo con te sulla location, credo che avrebbero dovuto fare un piccolo sforzo in più per cercare qualcosa dove non si disperdesse troppo l’idea, per esempio, a me piace molto la parte del palazzo con l’intera gamma cromatica di colori che esplodono verso l’alto, è veramente forte, il resto sinceramente non ti travolge a 360°. Ma apprezzo comunque il loro sforzo creativo e la tua osservazione dettagliata.

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Design Trotter. Una viaggiatrice nel mondo del Design.
A cura di: Enza Morello
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